Guida al Solido Fotometrico: Curve, Diagrammi e File Digitali

Per prevedere esattamente come la luce si comporterà nello spazio e sulle superfici architettoniche, non basta conoscere i lumen emessi da un apparecchio. È necessario mapparne con precisione la distribuzione direzionale.
Questo rilievo geometrico ed energetico genera il
Solido Fotometrico, lo strumento fondamentale che permette a progettisti e lighting designer di simulare l’illuminazione in ambienti virtuali (tramite software come Dialux o Relux).

Cos’è il Solido Fotometrico?

Il solido fotometrico è la rappresentazione tridimensionale dell’intensità luminosa (misurata in Candele) emessa da un corpo illuminante in tutte le direzioni dello spazio.

Viene generato in laboratorio attraverso uno strumento chiamato goniofotometro, che fa ruotare l’apparecchio acceso (o un sensore attorno ad esso) misurando il valore in candele per ogni angolo solido. L’involucro tridimensionale che si ottiene unendo tutti i vettori di intensità è il solido fotometrico. La sua forma determina l'”impronta” visiva che la luce lascerà sull’architettura.

Dal 3D al 2D: Il Diagramma Polare (Curva Fotometrica)

Poiché un volume 3D è complesso da interpretare su una scheda tecnica cartacea o su un monitor, il solido viene “affettato” lungo piani verticali e orizzontali. La sezione bidimensionale che ne deriva è la Curva Fotometrica, solitamente rappresentata in un diagramma polare.

Il sistema di riferimento internazionale più utilizzato per l’illuminazione tecnica è il sistema C-Gamma (C-γ):

  • I piani C (0°-360°) ruotano attorno all’asse verticale dell’apparecchio.

  • Gli angoli Gamma (γ 0°-180°) indicano l’inclinazione del fascio rispetto alla verticale (dove 0° è la luce puntata dritta verso il basso – Nadir).

Nei datasheet, la curva fotometrica mostra tipicamente due piani principali:

  1. Piano C0 – C180 (linea gialla sul sito ReeR): Sezione trasversale o asse longitudinale dell’apparecchio.

  2. Piano C90 – C270 (linea nera sul sito ReeR): Sezione ortogonale alla precedente.

Se l’apparecchio ha un’ottica perfettamente circolare, le due linee si sovrapporranno in una sola.

Tipologie di Distribuzione Ottica

La forma del solido definisce la classificazione ottica dell’apparecchio, parametro vitale nella scelta del prodotto corretto per ogni applicazione outdoor o indoor.

Rotosimmetrica

Asimmetrica

Ellittica

Stradale (“Batwing”)

Tipo di Ottica Forma del Solido Applicazione tipica nell’illuminazione
Rotosimmetrica
(Spot / Flood)
Un cono o un “palloncino” perfettamente simmetrico rispetto all’asse verticale (C0 = C90). Proiettori da incasso, downlight, accenti su colonne, illuminazione di facciate alte e strette.
Asimmetrica Il solido è sbilanciato in avanti, “tagliando” la luce all’indietro. Proiettori a sbraccio per facciate (Wallwasher), illuminazione di piazzali, cartellonistica, dove è necessario non disperdere luce dietro l’apparecchio.
Ellittica Stretta su un asse (es. 10°) e larga sull’altro asse (es. 45°), formando una lama ovale. Radenza (Grazing) su muri materici, illuminazione di cornicioni, valorizzazione di elementi architettonici lineari.
Stradale (Batwing) Una forma complessa “ad ali di pipistrello”, molto larga trasversalmente e controllata frontalmente. Illuminazione stradale, percorsi pedonali, grandi parcheggi (ottimizza l’interdistanza tra i pali riducendo l’abbagliamento).

I Formati Digitali: File LDT e IES

Per poter essere calcolato dai software di progettazione, l’intero database di coordinate angolari e intensità del solido fotometrico viene compresso in file di testo standardizzati. I due formati universali sono:

  • EULUMDAT (.ldt): È lo standard di riferimento europeo. Al suo interno contiene non solo la matrice delle candele, ma anche i dati fisici dell’apparecchio (dimensioni della superficie emittente), la potenza elettrica (W) e il Flusso Luminoso Nominale e Reale.

  • IESNA (.ies): È lo standard nordamericano. Simile per concezione, differisce leggermente nella struttura informatica e nella gestione dei fattori di moltiplicazione.

Fotometria Assoluta e Tecnologia LED: Nelle tradizionali lampade a scarica, i file fotometrici erano “relativi” (calcolati su un flusso teorico di 1000 lumen) poiché la stessa ottica poteva montare lampadine di potenze diverse. Oggi, con l’architettura LED, l’ottica e la sorgente formano un sistema integrato non separabile.
Le misurazioni dei nostri apparecchi utilizzano la Fotometria Assoluta: i lumen e le candele descritti nel file LDT corrispondono esattamente alle prestazioni reali di quello specifico apparecchio, eliminando ogni margine di errore nei calcoli illuminotecnici di progetto.

Sintesi: Il Cuore del Lighting Design

Il solido fotometrico è il ponte tra l’ingegneria del prodotto e l’arte del progetto architettonico. Affidarsi a file fotometrici (.ldt) curati, aggiornati e misurati con tolleranze minime è l’unica via per garantire che i Lux calcolati virtualmente in fase di studio corrispondano esattamente alla luce misurata in cantiere a installazione conclusa, rispettando i vincoli normativi (CEI EN 12464) ed esaltando l’architettura.